Chi sono (probabilmente)

Foto di Paola Casali

Foto di Paola Casali

Biografia portatile di un giornalista professionista

Sono nato a Roma, soprattutto ho avuto il coraggio di continuare a viverci (e senza motorino).

Di questa città mi lamento - come ogni persona di buon senso - eppure non so farne del tutto a meno - come ogni buon romano. Sul curriculum sono sempre tentato di scrivere che da quasi sedici anni io a Roma addirittura ci guido, non abuso del clacson e spesso lascio peranco passare i pedoni sulle strisce (qui da noi è una grande prova di anticonformismo). Nel curriculum aggiungerei inoltre che prendo i mezzi dell'ATAC (ho l'abbonamento annuale), benché per disperazione sia diventato un grande camminatore.

Quando i miei genitori mi hanno catapultato in questo comicissimo mondo era il 1985, a Roma era persino nevicato, ma io ho deciso che fosse meglio nascere in primavera. Così, in polemica con mie sorelle che si erano fatte partorire in clinica, io mi sono presentato al Policlinico Gemelli (vabbe'...): un fagotto di 3,8 kg, per l'ultima volta non ero sottopeso, poi è intervenuto il mio metabolismo e gliene sono grato.

Continuo con questo tono un po' idiota che è l'unico con il quale si possa parlare di sé limitando l'onta.

Sono stato otto anni a scuola dalle suore tedesche: al contrario della maggior parte di chi va da preti e monache, io le adoravo, anche se non ci insegnavano il tedesco (che m'avrebbe fatto tanto comodo) e non sapevano bene l'italiano.

Sulle medie sorvoliamo: un'età cupa in una scuola cupa.

Al celebre Liceo Tasso ho passato invece anni bellissimi (recentemente ho costruito anche un video per presentarlo ai nuovi studenti). Mi fa sempre ridere quando mi chiedono del mio percorso di studi e io snocciolo lauree, dottorato, artiglieria varia, per sentirmi spesso dire:

 

-Ah ma quindi lei è stato al Tasso.

-Sì.

-E con quanto è uscito?

-100.

(i più addentro aggiungono:

-E in che sezione?

- La C.

- Perbacco, allora lei deve essere un tipo proprio in gamba.

Mentre gli altri si limitano a:)

-Allora lei deve essere in gamba.

 

Però in realtà non mi sono fermato al diploma classico: dopo una salutare pausa Erasmus a Parigi, mi sono laureato in Filologia e letterature dell'Antichità a Tor Vergata, con una tesi linguistica su Sofocle. Poi con un anno integrativo e la stesura di un mémoire sull'Elettra di Sofocle, mi sono laureato anche in Francia all'EHESS (altra pausa da Roma). In attesa che la disoccupazione giovanile raggiungesse il picco del 40%, ho deciso di spendermi in un dottorato in cotutela tra la Sapienza di Roma e l'EHESS, con una tesi... sì... su Sofocle (l'Edipo re stavolta). Quando ho sostenuto il mio Phd, a settembre 2013, ormai la disoccupazione aveva anche superato la soglia del 40%, allora nel frattempo ho pensato bene di presentarmi agli esami della Scuola Superiore di Giornalismo della LUISS. Uscito (quasi) indenne anche dall'Università di Confindustria, con all'attivo uno stage indimenticabile nella redazione Costume e alla rubrica Costume e Società del TG2 e un altro alla Radio Vaticana, di cui oggi sono collaboratore esterno, ho superato gli esami da giornalista professionista e rincorro sogni, cercando di confrontarmi con la realtà.

Ovviamente tutto quello che faccio lo faccio con passione, seguendo la mia vocazione primaria, che è tutta umanistica.

Considero miei Maestri il filologo Bruno Gentili e la scrittrice Dacia Maraini: sono due persone lontane nelle idee, ma da loro ho imparato moltissimo sulle parole, la scrittura, la letteratura, il teatro e il giornalismo.

Per concludere dovrò pur scegliere un vocabolo che risponda alle attese della pagina "Chi sono". Cerco nel taccuino della memoria e scelgo tra le tante definizioni che gli amici e i nemici hanno dato di me nel tempo. Una mi ha colpito particolarmente. Una persona sempre molto critica nei confronti di tutti mi disse che io ero un "lottatore". Questa descrizione così fisica e lontana dal mio aspetto esteriore - peso piuma atterrato al primo gancio - forse racconta invece qualcosa del mio animo. E mi piace tanto pensarmi così, perché chi lotta a volte vince e a volte perde, però la sua realizzazione è nella dinamica dell'azione più che nell'esito statico di chi crede di aver messo un punto: io amo le virgole.

   

 

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