"Non fu genocidio. No dell’Aja alle accuse di Serbia e Croazia


Il tribunale delle Nazioni Unite sostiene che durante le guerre jugoslave né le forze serbe né quelle croate commisero genocidio

di Eugenio Murrali

La verità giuridica non è per forza la verità, ma in ogni caso sul crimine di genocidio di cui la Croazia accusa la Serbia (e la Serbia la Croazia), la Corte Internazionale di Giustizia mette un punto.

Per l’Aja tra i delitti che hanno insanguinato l’ex Jugoslavia durante i conflitti degli anni Novanta, e precisamente tra il 1991 e il 1995, il genocidio non c’è.

La questione è certo più articolata di così. La sentenza del tribunale delle Nazioni Unite spiega che, in base alla Convenzione del 1948, perché si possa parlare genocidio è necessario poter provare che oltre al crimine materiale, la violenza contro un gruppo etnico, vi sia anche un elemento morale, cioè la volontà precisa di distruggerlo.

La Cour fait observer que le génocide comporte donc deux éléments constitutifs, à savoir l’élément matériel (les actes qui ont été commis, ou l’actus reus) et l’élément moral (l’intention de détruire le groupe comme tel, ou la mens rea)

Le accuse della Croazia - Il 2 luglio 1999 la Repubblica di Croazia ha depositato un’istanza contro la Repubblica Federale Jugoslava (che ha riunito Serbia e Montenegro fino al 2003) per delle violazioni della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine del genocidio. La Croazia avrebbe fornito prove di atti compiuti dalle forze serbe contro l’etnia croata e la Corte ha appurato crimini in Slavonia orientale e occidentale, a Banovina, Kordun, Lika e Dalmazia.

Le accuse della Serbia - Nel 2010 la Repubblica di Serbia ha a sua volta accusato la Croazia di violazioni della Convenzione per i crimini compiuti contro l’etnia serba da parte delle forze croate durante l’operazione militare “Tempesta”. Anche in questo caso la Corte ha potuto verificare il danno materiale.

Il verdetto pronunciato dal giudice Peter Tomka conferma dunque che da entrambe le parti vi siano state uccisioni e attentati reciproci all’integrità fisica e mentale, ma nessuno dei due fronti avrebbe fornito prove sufficienti a dimostrare l’esistenza di un programma mirato alla distruzione dell’una o dell’altra etnia. Mancherebbe dunque l’elemento morale.

Le reazioni - La sentenza del tribunale dell’Aja non ha soddisfatto i croati e il Presidente Zoran Milanovic ha dichiarato che il verdetto sarà accettato civilmente, ma non si rinuncerà a far luce sulle persone scomparse e sui beni croati passati oltre il confine. Il Presidente serbo Tomislav Nikolic appare invece contento delle parole della Corte e auspica una nuova fase nelle relazioni con la Croazia.

A vent’anni dalle dolorosissime guerre jugoslave (che videro tra l’altro il più lungo assedio moderno, quello di Sarajevo, e il genocidio di Srebenica), il tribunale dell’Onu cerca di chiudere per via diplomatica un’altra pagina di un capitolo nero della storia europea. Che il ricucire non sia una scusa per dimenticare.

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