Il Comune di Lecce dice no all’università islamica


Il Comune di Lecce dice no all’università islamica

di Eugenio Murrali

L’amministrazione comunale di Lecce non dà il suo appoggio alla creazione dell’Università islamica sognata da Giampiero Khaled Paladini, presidente della Confederazione delle Imprese del Mediterraneo (Confime) e convertito all’Islam.

L’assessore all’urbanistica, Severo Martini, ha fatto sapere che il Comune, guidato dal sindaco Paolo Perrone, non è interessato alla proposta dell’imprenditore. La giunta comunale interpreterebbe con questo rifiuto le preoccupazioni e il malcontento di molti cittadini. Inoltre, secondo il Comune, non ci sarebbe grande chiarezza sulla provenienza dei fondi destinati alla nuova università. Lo scorso dicembre anche l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii) aveva preso le distanze dal progetto, affermando inoltre che il suo riferimento a Lecce restava l’imam Saifeddine Maaroufi.

Giampiero Khaled Paladini vuole però andare avanti, come si legge anche in un suo post:

E la guerra in effetti si scatena soprattutto su Facebook dove è stata aperta una pagina intitolata “No all’università islamica a Lecce” — i like sono oltre settecento — e c’è un gruppo omonimo con più di 500 membri. Nei commenti presenti da una parte sulla pagina di Paladini, dall’altra su quella della comunità contraria al progetto, si capisce che l’opinione pubblica è divisa tra chi pensa che l’ateneo islamico sia una grande opportunità per la città “porta dell’Oriente”, in un momento in cui l’integrazione e il dialogo sono quanto mai necessari, e chi teme che in una tale università possano insinuarsi facilmente infiltrazioni terroristiche.

Paladini voleva inizialmente far nascere l’ateneo acquisendo un’ex manifattura tabacchi, ma la trattativa con la società milanese proprietaria non avrebbe avuto buon esito. L’interesse dell’imprenditore si sarebbe allora spostato verso altre aree intorno alla superstrada Lecce-Brindisi. Il presidente della Confime parla poi di 50 milioni di euro destinati alla nascita dell’università, parte di questi fondi verrebbe da finanziatori mediorientali. Adesso, dopo il no del Comune, Palladini prepara il contrattacco: burocratico s’intende.

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